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I 90 anni di Fulco Pratesi: “La natura è un miracolo da conoscere e amare”

La lunghissima storia dell’uomo che ha fondato il WWF in Italia e dedicato la sua vita alla tutela di piante e animali

Oggi Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia, compie 90 anni. “Caro Fulco, oggi il nostro Paese sarebbe meno bello senza le tue intuizioni, la tua determinazione, senza la tua passione per tutte le creature della natura che in oltre cinquant’anni ci hai insegnato a conoscere, amare e proteggere, senza il tuo entusiasmo contagioso, senza la tua incessante azione di innato comunicatore”. Questa la dedica a Fulco Pratesi dai suoi storici amici e collaboratori, dallo staff del WWF, dai suoi familiari: la moglie Fabrizia, i 4 figli e che lo hanno festeggiato nella sede del WWF Italia a Roma.

L’orsa che cambiò la sua vita

“La mia seconda vita è iniziata con un’orsa – ricorda oggi Fulco -. Era il settembre del 1963, avevo 29 anni e mi trovavo nelle foreste della Turchia. Fu un incontro folgorante. Oggi dopo questo lunghissimo percorso che ci deve rendere orgogliosi di tutto ciò che abbiamo realizzato, posso dire che la natura è tutto. È ciò che ci salva dalla specie che fa più danni: l’uomo”.

Fulco Pratesi, nato a Roma nel 1934 e presto sfollato con la famiglia nella proprietà di campagna nel viterbese, è entrato presto a contatto con la natura. Fin da piccolissimo amava gli animali e il disegno.

“Dopo la Guerra, tornati a Roma, vivevamo in una casa vicina al Giardino Zoologico di Roma (oggi Bioparco), e passavo i pomeriggi a disegnare gli animali, con l’aiuto di uno zio pittore. Passione che coltivo ancora adesso, realizzando, sempre con gli acquerelli, grandi disegni e illustrando pagine dei miei taccuini naturalistici, fedeli compagni di viaggi e di avventure in tutto il mondo. Anche ora, che non viaggio più, gli animali mi sono vicini: come passeri e cince sul mio terrazzo, dove trovano fonti alimentari, e persino qualche formica, che mi tiene compagnia sul piano di lavoro. E il nostro Robin, cane fedele da tredici anni, che rallegra le giornate mie e di mia moglie Fabrizia, l’inseparabile compagna della mia vita”.

© Fulco Pratesi impegnato nei suoi acquerelli, Oasi di Burano
© WWF-Italia
© Oasi Bosco Rocconi, Fulco Pratesi con Guido Ceccolini, Fabrizio Bulgarini, Riccardo Nardi
© Fulco Pratesi in occasione di Earth Hour 2017
© 1978, Roma: lancio della campagna "Il mare deve vivere"

Il modello Oasi

Tutta l’organizzazione oggi abbraccia idealmente il proprio “padre fondatore” che ha fatto quello che solo i grandi sanno fare: trasformare, 58 anni fa, un sogno per pochi (la protezione della natura in Italia, la tutela di animali braccati come lupi e orsi) in una realtà consolidata, fondando il WWF Italia (era il 1966) in uno stanzino del suo studio di architetto, professione presto abbandonata. Con un vero e proprio atto di follia, con pochi soldi in cassa, la prima azione del neonato WWF Italia fu quella di acquisire i diritti di caccia della laguna di Burano, dando il via alla nascita dell’Oasi e del “modello Oasi”.

Oggi le oasi del WWF sono oltre 100 e proteggono circa 27.000 ettari di natura. Fondamentale è stato anche il suo contributo alla nascita del sistema dei Parchi nazionali, attraverso studi, piani e la spinta all’approvazione della legge quadro sulle aree protette del 1991. Sempre, gettando il cuore oltre l’ostacolo: come quando, nel 1985, l’Associazione raccolse oltre 600 milioni di lire – con un vero e proprio crowdfunding ante litteram – per l’acquisto dell’area di Monte Arcosu, con l’obiettivo di salvare il cervo sardo dal bracconaggio e dall’estinzione.

Fulco Pratesi durante una manifestazione per i parchi nel 1967

L’importanza della cultura ambientale

Il contributo di Fulco Pratesi è stato fondamentale per la nascita in Italia di una cultura ambientale: con i suoi numerosissimi libri (il primo fu “I cavalieri della grande laguna” dedicato al Cavaliere d’Italia simbolo dell’Oasi di Orbetello) i suoi articoli e reportage su quotidiani (Corriere della Sera) e periodici (l’Espresso). Fulco è anche direttore della storica rivista del WWF, Panda, nata nel 1966 come bollettino. Già dagli anni 80 con la rubrica “Ecologia domestica” su La Nuova Ecologia introdusse il tema fondamentale dei comportamenti individuali e della vita sostenibile, suo autentico cavallo di battaglia. Perché la difesa del Pianeta comincia dai nostri comportamenti.

1995 – Bosco Rocconi (che diventerà Oasi WWF) con Ceccolini, Bulgarini, Nardi

Sempre suo fu il primo manuale di ecologia dedicato ai ragazzi, il “Salva Natura”, che negli anni ‘70 affrontava temi ancora oggi di grandissima attualità.  Proprio perché i più piccoli sono da sempre una sua grande passione, Fulco ha diretto per diversi anni “L’Orsa” il primo mensile dedicato a far conoscere e amare la natura a tutti i bambini.  I suoi inconfondibili disegni hanno diffuso a intere generazioni di bambini l’amore per la natura e gli animali.

Una fonte di ispirazione

“A Fulco Pratesi tutti noi, non solo la comunità del WWF, dobbiamo moltissimo. Grazie alle sue intuizioni, alla sua caparbia determinazione, al suo lavoro, oggi, nel nostro, paese la coscienza ambientale ha fatto grandi passi avanti e il nostro capitale naturale è più protetto. Fulco, con la sua vita, è stato protagonista di una vera e propria rivoluzione culturale che non si è fermata solo alla teoria ma che centimetro dopo centimetro, metro dopo metro, ettaro dopo ettaro ha creato una rete di protezione per il nostro patrimonio naturale. Un patrimonio che difenderemo e cercheremo di far crescere il più possibile”, ha dichiarato Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia.

Oggi tutto il WWF lo ha festeggiato, ricordandogli quanto Fulco sia, per tutti, un esempio e al contempo una insostituibile fonte di ispirazione. “Tanti auguri Fulco!” 

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